giovedì 19 settembre 2013

Finalmente il trauma cranico

Com'è, come non è, questo blog mi sta riportando alla memoria un numero preoccupante di Figure di Merda. Molte di esse, tra l'altro, riguardano tranvate prese di testa, il che potrebbe suggerire a mia moglie alcune vaghe giustificazioni sul mio comportamento bizzarro nel corso della vita. Ma evidentemente c'è una ragione per tutto. Solo che non la conosciamo.
Questo episodio potrei intitolarlo "Uno a zero e palla al centro".
Alla ormai veneranda età di 26 anni suonati vengo invitato, in virtù dei miei trascorsi calcistici, a partecipare ad un torneo di calcio nel ruolo di portiere.
Malgrado l'incipienza addominale e la curva innaturale della colonna vertebrale, cedo alla nostalgia narcisista e decido di partecipare. Riesumo la famigerata borsa sportiva, spolvero & controllo, finché mi pare tutto a posto.
La sera della prima partita, senza aver fatto neanche un allenamento (i veri uomini non si allenano, sono sempre pronti), ci vediamo al centro sportivo. Spogliatoi, poi il rito della vestizione del portiere che è sempre una gran bella cosa (sigh), e dopo pochi minuti sono pronto.
Entriamo in campo per riscaldarci; faccio un po' di stretching (1 minuto), un po' di pumping (?), poi mi dicono: "Aho' e mettite in porta!". Ok, vado, non rompete il cazzo. Ciondolo a culo basso come Zoff alla finale mondiale, prendo posizione (sono trascorsi circa cinque minuti dall'entrata in campo e almeno 5 anni dall'ultima partita giocata).
Parte un cross, esco con stile dai pali, salto e...
Mi ritrovo negli spogliatoi, sotto la doccia, completamente vestito, mentre spiego ad una ragazza che faccio l'impiegato alle poste e che canto in un gruppo rock. Gli amici, al termine della partita, mi riportano a casa ancora vestito da portiere (guanti e tutto), spiegano a mia madre che ho preso una botta in testa e che forse è meglio se mi portano in ospedale per un controllo. Infatti mi lasciano al pronto soccorso, mentre spiego ad un barbone che sono il figlio di un noto nobile romano e che ho avuto un incidente con la Jaguar. Mi fanno una lastra, riscontrano un trauma cranico e mi trattengono per la notte, assegnandomi una lettiga in corsia senza cuscino, mentre racconto ad un portantino che ho perso le sigarette durante una corsa in moto. Vestito da portiere, con ancora i guanti.
Il giorno dopo gli amici (quelli veri) vengono a recuperarmi. Uno mi guarda preoccupato, mi abbraccia e mi dice: "M'hanno detto che hai perso 'a coscienza".
Io non ricordo niente, per fortuna, se non quello che vi ho raccontato.

Il torneo non so come è finito.

Nessun commento:

Posta un commento