Mi veniva in mente,
poc'anzi, che tutto sommato, nella vita di una persona, la figura di
merda è sempre in agguato. Essa può essere dovuta ad ignoranza, a
timidezza, al caso, al senso di inferiorità o superiorità, ad un
errore di valutazione, ad inconsapevolezza. Il suo potere di evocare
vergogna e desiderio di morte è proporzionale a due fattori
fondamentali: il primo riguarda la reazione altrui, ovvero la
cattiveria con cui gli altri sottolineano le nostre figurine di
merda; il secondo sottende all'autostima, o, per eccesso, alla
sopravvalutazione di sé, al narcisismo, all'egocentrismo.
Nel primo caso, quando cioè
sono GLI ALTRI ad appesantire un evento casuale (o causale, non
importa) di cui siamo vittime, sono portato a provare TENEREZZA, se
non compassione, per le vittime. È il tipico caso delle persone che
cadono in strada; alla fine, quando tutti ridono e sghignazzano, a me
viene uno struggimento di cuore.
Nel secondo caso, quando
cioè il soggetto SE LA CERCA, e per dare sfoggio di una propria
presunta capacità o abilità incappa nella tipica figura di cazzo,
allora, non so perché, GODO COME UN PORCO. Probabilmente la mia
grande esperienza in tema di figurine di cacca mi rende moolto più
sensibile nei confronti delle vittime ignare piuttosto che dei
carnefici caduti in disgrazia.
Vorrei poi elevare un
ultimo ameno pensiero con il quale spero siate d'accordo, che è
questo: i bambini, per loro stessa natura, non fanno figure di merda.
Magari sbagliano, eccedono,
strafanno, esagerano ma, se in virtù di questo, si ritrovano
bersagliati dall'insulto gratuito sia dei grandi che dei piccoli, ci
vuol poco per perdere fiducia in se stessi e trasformare una cosa da
niente in un grosso problema.
Così, se vi capita di
assistere a scene del genere, trattenete il riso, fate un sorriso e
una carezza a quel bimbo e biasimate gli adulti sciocchi.
Siamo stati tutti bambini,
giusto?
Ogni tanto meglio
ricordarsene.
Nessun commento:
Posta un commento