martedì 17 settembre 2013

Meglio ricordare finché si è in tempo

Mi veniva in mente, poc'anzi, che tutto sommato, nella vita di una persona, la figura di merda è sempre in agguato. Essa può essere dovuta ad ignoranza, a timidezza, al caso, al senso di inferiorità o superiorità, ad un errore di valutazione, ad inconsapevolezza. Il suo potere di evocare vergogna e desiderio di morte è proporzionale a due fattori fondamentali: il primo riguarda la reazione altrui, ovvero la cattiveria con cui gli altri sottolineano le nostre figurine di merda; il secondo sottende all'autostima, o, per eccesso, alla sopravvalutazione di sé, al narcisismo, all'egocentrismo.
Nel primo caso, quando cioè sono GLI ALTRI ad appesantire un evento casuale (o causale, non importa) di cui siamo vittime, sono portato a provare TENEREZZA, se non compassione, per le vittime. È il tipico caso delle persone che cadono in strada; alla fine, quando tutti ridono e sghignazzano, a me viene uno struggimento di cuore.
Nel secondo caso, quando cioè il soggetto SE LA CERCA, e per dare sfoggio di una propria presunta capacità o abilità incappa nella tipica figura di cazzo, allora, non so perché, GODO COME UN PORCO. Probabilmente la mia grande esperienza in tema di figurine di cacca mi rende moolto più sensibile nei confronti delle vittime ignare piuttosto che dei carnefici caduti in disgrazia.
Vorrei poi elevare un ultimo ameno pensiero con il quale spero siate d'accordo, che è questo: i bambini, per loro stessa natura, non fanno figure di merda.
Magari sbagliano, eccedono, strafanno, esagerano ma, se in virtù di questo, si ritrovano bersagliati dall'insulto gratuito sia dei grandi che dei piccoli, ci vuol poco per perdere fiducia in se stessi e trasformare una cosa da niente in un grosso problema.
Così, se vi capita di assistere a scene del genere, trattenete il riso, fate un sorriso e una carezza a quel bimbo e biasimate gli adulti sciocchi.
Siamo stati tutti bambini, giusto?

Ogni tanto meglio ricordarsene.

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